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20/10/2008
F18: Ferrari campione del Mondo 2008... categoria Master!


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finale da cardiopalma, nella regata open...

Ferrari campione del Mondo F18 2008... categoria Master!

Avete capito bene, Ferrari si è laureateo Campione del Mondo Master!
Ma partiamo dall’inizio. A Natale un gruppetto di regatanti italiani decide di andare al Mundial F18 a  Nigran, in Spagna sull’Oceano  per regatare con onde alte 3-4 metri, venti oltre 20 nodi, sole e tanta allegria... l’allegria c’era ma per il resto la località è stata ribattezzata Alba Oceanica (si veda resoconto Alba Adriatica).

La partenza per la Spagna
Grazie al supporto e alla grande volonta di Giannatempo (grazie Francesco!... peccato che poi non sei riuscito a venire) e di Iccio (grande trascinatore della carovana), un camioncino tipo Magutt bergamaschi, ottimamente allestito ed attrezzato per ospitare quattro barche oltre attrezzatura varia raccattata lungo la strada, parte da Dervio il 3 luglio per arrivare a Vigo il 4 luglio: l’autista Corrado ci chiama basito pensando di aver sbagliato località ed essere arrivato in Belgio... presagio di disfatta... “qui piove, non c’è vento e fa freddo!”. Ma il gruppetto non demorde e prende il volo alla volta di Vigo con tappa a Madrid dove il Meoli detto il “Dante” in aereoporto sfoggia le sue ciabatte infradito... il vero figo italiano!
La barca di Bertani arriva in vari pezzi nel paradiso della vela spagnola mentre dall’Italia parte la Cesenatico-Dervio-Dakar con sosta a Vigo: vince Bortolato che con il suo carrello areodinamico ad alta tecnologia batte il neo diplomato Guidino che gira la boa di Vigo con oltre 24 ore di ritardo.
Giunto a Vigo, mentre le altre squadre montano barche e gommoni d’appoggio e gli shore-team controllano le condizioni meteo, la maggior parte del team italiano punta dritta al ristorante. Mancava solo Mark LaRuffa mai visto anche se sulla carta fa parte del team italiano...

La practice race
Dopo due giorni di regolazioni alla barca (la mia mi è stata fornita “chiavi in mano” come precisato dal Poggetti dopo che mi ha visto “schiavazzare” per due giorni), finalmente si va in mare per la practice race: 130 barche (un pò pochine rispetto a quelle dei mitici mondiali a Punta Ala e dell’Europeo a Dervio) che girano fuori dal golfo in cerca di onde, vento ma soprattutto di giuria e boe. Dopo quattro ore di inutile ricerca della giuria (qualcuno li ha visti mangiare tortilla e paella de mariscos all’osteria La Siesta...) i 130 equipaggi rientranno lentamente a terra per godersi una meritata birra gelata.

Finalmente si regata
In principio c’erano due campi di regata, di cui uno fuori dal golfo: onde, vento, ..., evviva finalmente si va in Oceano!
Ma il campo nell’Oceano viene cancellato e allora tutto il mondiale si svolge con la staffetta continua spiaggia/regata all’interno del golfetto/lago della baia Nigran... mare piatto, vento max 8 nodi, ragionevolmente variabile con buchi quanto basta... figata!
Condizioni difficili in cui non resta far altro che giocare: subito il Ferrari distacca il gruppo con un ottimo 13mo vanificato da un arrivo a rane... l’infallibile Stella scambia il gommone di Sancho Panchos come linea d’arrivo che invece si trova dall’altra parte: risultato DNF. Si rifanno però subito con due ottimi 8vi e 9vi nel secondo giorno. Ai microfoni di Radio Master Galiega, Ferrari commenta: “Se l'è cusè cheschi ul mundial F 18.....? Ma và a ciapà i ratt....“. Tutti gli altri equipaggi preferiscono il silenzio stampa.

Non solo regate: l’incontro di boxe
Alla quarta prova Poggetti/Meoli sono splendidamente appollaiati in barca giuria quando, per motivi non ben specificati, il forte “Landesberger” (come ribattezzato in dialetto toscano) vira e si avvicina minacciosamente mura a sinistra alle prue Maremmane: aggancio e virata di massa. Si apre il buco in partenza ma nessuno parte: richiamo generale e spettacolino teatrale dal titolo “LA MAIALA DI TU MA’!!!!!!”, attore protagonista Pietro Poggetti :-)  Forte compenso a chiunque fornirà le riprese video!

Il vento non arriva ma i campionati nel mondo continuano: il verdetto Gold/Silver
Siamo comunque andati a fare un Campionato del Mondo ed una sana cronaca è di dovere. Nel corso dei tre giorni di qualifiche, la squadra italiana si è ben difesa portando ben 4 barche in Gold: Ferrari/Stella, LaRuffa/crew, Bertani/Marcassoli, Poggetti/Meoli. Qualifica meritata anche con buoni piazzamenti parziali. Restano fuori dalla Gold Fantasia/Cesari - penalizzati anche da un DSQ inflitto da Booth con una protesta palesamente costruita e falsa al fine di ottenere (invano) un Redress per aver preso una Black Flag -  Fava/Favro, Bortolato/DiStaso e i Guidini. Una piccola nota di consolazione per questi ultimi che hanno avuto la sfortuna di dover utilizzare una barca “ingavonata” anche da ferma per via dei miglioramenti strutturali (80% del peso spostato in prua dal cantiere!) per migliorarne le prestazioni... coraggio ragazzi, lo sappiamo che siete forti!

La battaglia per il primo posto è tutta Olandese e Francese
Grande prestazione di Mischa nei giorni di qualifica che lascia poco spazio agli avversari e sembra già scrivere la storia dei campionati (1,1,15,1,6, BFD (1) i parziali) anche se la BFD preannuncia risultati al di sotto della aspettative nelle prossime prove. Seguono Coen De Koning molto regolari e saldi al secondo posto. Il terzo posto è occupato a turno da tutti gli equipaggi più forti. Novità e rivelazione del Campionato è Franck Cammas, timoniere di Groupama e recentemente ingaggiato da Oracle per gli allenamenti in Americas Cup, che dimostra subito ottima confidenza con il mezzo e, grazie ad un eccezionale  Jeremy Lagarrique a prua, non sbaglia un bordo. Fiutano tutti i salti di vento 20 secondi prima degli avversari: la mattina in albergo ci dicevano direzione e intensità del vento, sempre indovinate... forse il team francese con al seguito 5 persone in shore team ed un gommone aveva qualche dritta meteo in più...
Gli italiani in Gold cercano di fare del proprio meglio anche se il livello è molto alto: non basta affidarsi alla velocità della barca, bisogna partire bene e fiutare tutti i salti di vento. Impresa non facile in questi campionati.

I risultati finali
Le regate in Gold sconvolgono i vertici della classifica generale: Mischa sembra non riuscire più a partire bene e dopo essere sceso fino al nono posto rimedia il podio con un ottimo terzo posto finale.
Risultati finali: primi gli olandesi Coen De Koning/ Jeroen van Leeuwen (1,3,1,5,1,(7),2,2,8) davanti a Franck Cammas/Jeremy Lagarrique ((11),1,4,1,3,1,(27),10,2), rivelazione del mondiale e Mischa Heemskerk / Bastiaan Tentij (1,1,15,1,6,(bfd),4,(36),12).
E gli italiani? 43mo Ferrari/Stella (ma primi Master!), 50mo LaRuffa (risultato più italiano che australiano), 64mi Poggetti/Meoli, 65mi Bertani/Marcassoli. In silver, 8vi Fantasia/Cesari (penalizzati da una scuffia e un OCS entrambi condotti in prima posizione nell’unico giorno di vento con 15-20 nodi), 17mi Fava/Favro, 51mi Bortolato/DiStaso. Chiudono la classifica italiana i Guidini che hanno preferito non regatare con l’X-4Dragon e si sono dati al relax.

La premiazione
“... Premiamo ora il primo nella categoria Master: Ferrari!”. Il Ferrari, ignaro di essersi laureato Campione del Mondo Master, si trovava già con le gambe sotto al tavolo. Mau Iccio si presenta sul palco e tutti restano dubbiosi: dal pubblico si alza una sospettosa eco... “sto’ Ferrari se li porta proprio bene i suoi 60 anni... Italian mafia & pizza connection!”. Iccio ha dovuto a lungo spiegare che il Master vecchietto è il suo timoniere e che non era presente alla premiazione perchè, come tutti i vecchietti, ad una certa ora deve mangiare...

Ne valeva la pena?
Complessivamente si: il mondiale è un’esperienza che va fatta per il clima e l’entusiasmo che si respire a terra e in acqua!
Sicuramente questo mondiale dal punto di vista organizzativo  non è stato dei migliori, come accade quando purtroppo c’è poco vento. Qualcosa in più si sarebbe comunque potuto fare  (es. Andare a regatare fuori in oceano!)...
Un pò di voti (dal mio punto di vista):
Località: 4 – non perchè la località fosse inferiore a tante altre ma perchè le aspettative erano ben più alte (onde e vento)
Organizzazione in mare: 4 – abbiamo regatato nella baia tra salti e buchi di vento continuo, ad eccezione di un solo giorno con vento intorno ai 15-20 nodi e un pò più stabile. Il campo di regata fuori dal golfo cancellato senza ragioni evidenti (qualcuno nel World Council ha parlato di mancanza di mezzi...). Inoltre tutte le partenze venivano date con la “P” (non obbligo di essere dietro la linea nell’ultimo minuto, come richiesto dalla lettera “I” alla quale normalmente siamo abituati): il risultato era un puntuale “general recall” per poi partire con Bandiera Nera. La prima partenza è stata ribattezzata di “warm-up”.
Organizzazione a terra: 6 – la macchina organizzativa era buona. A parte la richiesta di pesare tutte le 130 barche con una coda allucinante, il resto è andato per il meglio e le attrezzature a disposizione erano degne di un  mondiale
Livello tecnico: 10 – regatare tra i mostri della vela ci fa capire quanto ancora possiamo migliorare. L’unica domanda è se lo vogliamo veramente o se ci bastano le nostre regate nazionali... per me la risposta è la prima!
Regatanti e ambiente: 9 – parlare e confrontarsi con i guru della vela è un’esperienza unica: si impara sempre. Unico neo, da esperienza diretta con Booth: quando si regata con “stipendio” l’obiettivo giustifica i mezzi e per questo si inventa e si mente al solo fine di farsi togliere un BFD... ma il personaggio lo conosciamo bene... si, è quello che ha detto in un incrocio con il nostro Bossi “fucking turist!” 
Insomma io sono un forte promotore di queste esperienze: faticose ma che alla fine dovrebbero lasciare dei bei ricordi.
Ai prossimi mondiali e alle prossime regate internazionali (Carnac, Texel, ...)!
Evviva

Il presidente, con il contributo di Ugo, Pietro, Alessandro, Paolo e Fabrizio.

CATAMARANI FORMULA 18 ITALIA


Luogo: Dervio



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