Mentre la sua caduta libera dai confini dello spazio ribattezzata Red Bull Stratos si profila sempre più nitida all’orizzonte, per la prima volta il pilota della missione Felix Baumgartner ammette di vivere momenti d’ansia.
“La notte che precede ogni lancio rischioso, non riesco a smettere di pensare che quella per me potrebbe essere l’ultima notte”, ha spiegato il pilota.
Il 41enne austriaco ha anche affermato, “Sebbene sapere che tutto il mondo sarà lì a guardarmi contribuisce ad accrescere la tensione, questo non è solo un fatto di orgoglio. È una questione di vita o di morte. Nessuno può prevedere con sicurezza come reagirà l’organismo umano nell’istante in cui infrange la barriera del suono. Alcune parti del mio corpo saranno sottoposte a una velocità supersonica ed altre a una velocità subsonica. Sarà un momento cruciale”.
Baumgartner cerca rassicurazione nei dettagli tecnici comunicati oggi presso la Sage Cheshire Aerospace, dove il team scientifico della missione Red Bull Stratos ha presentato un prototipo ingegneristico progettato per riportarlo indietro sulla Terra, se tutto andrà bene, come detentore di un nuovo record, ma soprattutto sano e salvo.
L’equipaggiamento necessario per il lancio in caduta libera dai confini dello spazio
Oltre alla tuta spaziale che proteggerà Baumgartner come una “seconda pelle”, i dispositivi necessari per compiere un volo da 120.000 piedi (36.500 m) senza correre rischi includono: un gigantesco pallone aerostatico ad elio; una capsula pressurizzata; uno gilet-zaino dotato di applicazioni che consentiranno di monitorare, seguire la rotta e comunicare con il pilota; e uno speciale paracadute diverso da tutto quanto finora esistente.
· Pallone Aerostatico: Il pallone che contiene 849.504 metri cubi di elio (oltre 10 volte più grande del pallone di John Kittinger quando nel 1960 stabilì il record rimasto finora imbattuto) è stato realizzato con una pellicola di polietilene ad alta resistenza, il cui spessore misura appena 0,0203 mm. Sebbene il materiale impiegato per la costruzione dell’aerostato sia più sottile di un foglio di carta d’alluminio, il pallone ha dimensioni talmente vaste – circa 161.870 metri quadrati - da arrivare a pesare circa 1.360 kg.
Durante la delicata procedura di lancio verrà utilizzata una enorme gru (da circa 25 tonnellate), quando la capsula dovrà essere guidata con tempismo perfetto per essere agganciata direttamente sotto il gigantesco pallone aerostatico per poi sollevarla con un’abile manovra, senza doverla trainare. Il mancato tempismo o un posizionamento sfavorevole potrebbero causare un effetto pendolo che farebbe cadere la capsula danneggiandola e mettendo a rischio la missione e lo stesso Baumgartner.
· Capsula: Sebbene il rivestimento esterno argentato della capsula, la cui base ha un diametro di 2,43 metri che si restringe ad un’altezza di 3,35 metri, potrebbe far pensare ad una capsula spaziale di rientro, è l’interno, una sfera “pressurizzata” con un diametro di 1,82 metri, su cui sarà concentrata tutta l’attenzione. Durante l’ascesa di 2,5 ore o anche più, Baumgartner rimarrà seduto all’interno della sfera, dove sarà impegnato a monitorare attentamente i dispositivi e gli schermi. Diversamente dalla navicella utilizzata da Joe Kittinger nel 1960, che era completamente esposta agli elementi atmosferici, la capsula sigillata e pressurizzata della missione Red Bull Stratos servirà come un sistema di supporto protettivo fin quando il suo occupante non raggiungerà l’altezza giusta per eseguire il lancio e pressurizzerà la tuta che indossa. E nel caso in cui condizioni impreviste rendano sconsigliabile l’esecuzione di un simile lancio per la sicurezza di Baumgartner, il team della missione ha sviluppato un sistema che permetterà al pilota di scendere a terra all’interno della navicella senza correre alcun rischio.
La capsula è dotata di un gruppo di tre paracaduti per attenuare l’impatto e ammorbidire l’atterraggio, e i progettisti hanno condotto più di 150 test di caduta (drop test) per sviluppare dei cuscinetti ammortizzatori da inserire alla base e progettati per assorbire gli urti fino a 6 G. Anche se, come si spera, Baumgartner non avrà bisogno di discendere nella capsula, questa tecnologia per l’atterraggio consentirà di proteggere i dispositivi all’interno della navicella per l’acquisizione dei dati, come pure l’impianto di videocamere (tra cui macchine fotografiche digitali, telecamere cinematografiche elettroniche 4K e videocamere ad alta definizione), progettato per catturare ogni momento della sua traversata per gli spettatori di ogni angolo del globo.
· Gilet-Zaino: Una volta che il pilota si lancerà dalla capsula,il gilet-zaino sarà il cuore tecnologico di Baumgartner. Questo zaino, che Baumgartner indosserà sopra la tuta pressurizzata, conterrà i dispositivi destinati al monitoraggio, controllo costante della rotta e alla comunicazione, quali: un trasmettitore e ricevitore collegati al casco; i segnali Beacon GPS per seguire la sua posizione; apparecchiature di telemetria (che consente l’acquisizione e il monitoraggio dei dati da lunghe distanze); una videocamera HD con angolo di 120 gradi; un insieme di programmi che saranno utilizzati dall’ente governativo internazionale per gli sport aerei e i record mondiali nel campo dell’aeronautica (la Fédération Aéronautique Internationale) per verificare i record che Baumgartner spera di stabilire; e un’unità di misurazione inerziale (IMU) che registrerà altitudine (pitch/angolo) e rotazione. Le informazioni catturate da questa applicazione verranno trasmesse in tempo reale al Centro di Controllo della Missione e verranno registrate per le successive ricerche. Inoltre lo zaino riporterà l’altitudine FPS di Baumgartner (in piedi al secondo, una misurazione che include sia la velocità che la direzione) e il numero di Mach allo stesso pilota: Baumgartner sarà in grado di visualizzare questi dati attraverso un monitor da polso e potrà ascoltarli attraverso i monitor acustici. Il gilet-zaino è dotato di un proprio sistema di alimentazione a batterie, e da un’altra batteria e sistema di controllo per il disappannamento e sbrinamento della visiera.
· Paracadute speciale: Nessuno prima d’ora ha mai volato a velocità supersoniche in caduta libera dai confini dello spazio, e gli esperti del team Red Bull Stratos hanno immediatamente capito che nessun paracadute esistente poteva rispondere alle esigenze di Baumgartner. Mesi di lavoro e test hanno portato a grandi e piccole innovazioni, tra cui uno straordinario paracadute frenante. Un parafreno è un piccolo paracadute con funzioni di stabilizzazione, e il parafreno di Baumgartner è unico sotto numerosi e importanti aspetti: (1) è stato progettato per essere impiegato a velocità supersoniche, e (2) qualora durante la caduta libera non risulterà necessaria un’ulteriore stabilizzazione, il paracadute non dovrà essere aperto. Un terzo aspetto del tutto rivoluzionario di questo parafreno è un “G Meter” che misura sia le forze centrifughe che la loro durata: nel caso in cui Baumgartner superasse i 3,5 G per 6 secondi consecutivi, il dispositivo aprirà automaticamente il parafreno.
Inoltre il paracadute include un paracadute ram-air 9 celle – l’unico paracadute che Baumgartner aprirà se tutto andrà secondo i piani – ed un paracadute di riserva (di emergenza) progettato per aprirsi automaticamente in caso di necessità a 762 metri di altezza. Diversamente dai sistemi di paracadute standard, Baumgartner avrà una speciale maniglia per sganciare il paracadute di riserva; anche se di solito per uno skydiver un paracadute di emergenza rappresenta la sua migliore speranza, nel caso in cui il paracadute di Baumgartner si aprisse ad alta quota nella stratosfera e ritardasse la sua discesa, il pilota potrebbe rimanere senza scorta di ossigeno prima ancora che riesca a raggiungere una zona di aria respirabile. In tal caso, Baumgartner sgancerà il paracadute di riserva nella speranza che il suo paracadute principale si apra secondo i piani.
Press Office: Red Bull
Foto: Red Bull
ADK Team:
AndreAdrenaliniK