Maurer ha completato gli 864 km del percorso di gara, da Salisburgo al Principato di Monaco, in appena 11 giorni, 4 ore e 22 minuti. Ieri, Maurer ha volato per più di 60 km attraverso le Alpi meridionali francesi per conquistare la vittoria. Il campione svizzero è arrivato alto sopra l’ultimo turnpoint, il Mont Gros, e si è prodotto in una sequenza acrobatica prima di atterrare in cima al Peille tra le acclamazioni dei numerosi spettatori presenti. All’arrivo, il vincitore è stato subito abbracciato dal suo supporter, Thomas Theurillat, prima di ricevere le congratulazioni del direttore di gara, Christoph Weber. Quando gli è stato chiesto come si sentisse, Maurer ha risposto: "Penso che ora andrò a riposare un po’…!”. L'atleta svizzero si è detto sorpreso di essere riuscito a volare fino alla fine: "Ho pensato che avrei dovuto camminare molto di più, ma invece eccomi qui!". Maurer si è quindi lanciato per l’ultimo volo con il suo parapendio ed è atterrato su una piattaforma galleggiante ormeggiata di fronte alla spiaggia di Monaco, per la gioia di centinaia di migliaia di spettatori che assistevano in diretta all'evento sul sito www.redbullxalps.com. Quest’anno le condizioni metereologiche durante la gara sono state decisamente difficili: gli atleti hanno infatti dovuto affrontare condizioni climatiche estreme, con bufere di neve, forti venti e pioggia intensa. Nonostante questo, Maurer è riuscito a imporsi davanti ai suoi avversari, volando a lungo sulle Dolomiti in un giorno di vento forte, in cui gli altri atleti hanno scelto di non volare. Ha superato il turnpoint delle Tre Cime e poi ha intrapreso un volo lunghissimo sopra la Svizzera. Durante questo volo, Maurer ha oltrepassato di pochi metri una zona proibita, e, di conseguenza, ha ricevuto uno stop forzato di 24 ore come penalità. Improvvisamente la gara si è capovolta. E’ sembrato possibile, per gli altri atleti, raggiungerlo e superarlo, ma il meteo non è stato dalla loro parte e non ha assecondato gli sforzi del rumeno Toma Coconea, dell’austriaco Paul Guschlbauer e dello svizzero Martin Muller che lo tallonavano a distanza.